Il Tenente Generale Ugo Landolfi

Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, Paduli diede i natali a ragazzi così coraggiosi e valorosi che per amore della loro Patria fecero delle gesta che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della nostra comunità.

Il Tenente Generale Ugo Landolfi nacque a Paduli nel 1894. Fu un valoroso ufficiale del Regio Esercito Italiano di spiccate qualità morali e professionali, più volte decorato al Valore militare e ferito nella Grande Guerra.

Tanti Encomi Solenne gli furono concessi durante il suo periodo di servizio ma quello che mi ha maggiormente colpito è il seguente:
“Ugo Landolfi, S. Tenente del 139° Reggimento Fanteria, quale comandante di una sezione mitragliatrici affrontando risolutamente il pericolo si portava coraggiosamente con balzo brillante, insieme alle prime ondate del battaglione, oltre forti trinceramenti nemici e alla improvvisa minaccia di grossi nuclei avversari incalzanti l’ala destra e minaccianti da tergo, con prontezza e vigoroso spirito d’iniziativa faceva dirigere contro di essi le proprie armi, sventandone così il tentativo di accerchiamento e fermandone l’impeto aggressivo” Iamiano, 10 ottobre 1916

Aveva solo 22 anni e già aveva dato prova di così tanto ardimento. Credeva in dei valori che oggigiorno sono quasi del tutto scomparsi.

Nel 1959 fondò “L’Associazione Militare di Commissariato Militare” che ancora oggi continua a vivere e a svolgere la sua vita associativa.
Di seguito è riportata la lettera che il 4 novembre del 1959, dedicò a tutti i militari del Servizio di Commissariato che erano stati menzionati nell’Albo d’oro della Repubblica Italiana

“Queste pagine vogliono essere testimonianza dell’apporto che il servizio di Commissariato ha dato in tutti i tempi nella vita ed alla vitalità dell’Esercito, nell’apporto fornito agli uomini armati e pronti alla difesa del Paese, chiamati cioè a compiti angusti ed azioni eroiche, a sacrifici sublimi.
E’ una scelta ed una verità l’ambizione nostra di offrire tutte le risorse dell’intelligenza e del cuore perché l’Esercito cammini per le vie che la storia di volta in volta gli traccia nell’esternarsi delle varie vicende le quali nel tempo di pace come nel tempo di guerra – richiedono in noi con impegno di attività senza riposo ed impongono l’adempimento di altissimi doveri.
Questo albo d’oro in cui sono segnati nomi, azioni, date che sono fiamma di fede e di taciti eroismi, di memorie generose, di esemplare serenità di fronte ai pericoli.
Esso vuole testimoniare tutto ciò e vuole essere la prova dell’ardente spiritualità che anima il Servizio di Commissariato sin dalle prime guerre dell’Indipendenza.
Da quelle Campagne all’ultima guerra, sulle alpi, sul Piave, in Africa, in Russia, nelle Campagne per la liberazione del patrio suolo, su tutti i campi dove l’epopea nazionale si ammanta di splendida gloria, il Servizio di Commissariato fu presente, con tutto l’ardore della sua dedizione stupenda, con l’abnegazione degna delle armate che seguiva fin sulle linee di fuoco, tacitamente, alacremente, eroicamente.
Vuole essere la prova sulla quale poggia il nostro santo orgoglio di umili ma fieri servitori della Patria, convinti come siamo che la nostra azzurrata bandiera elevata e garrente osa nel dolce vento della pace rimane il simbolo altissimo a cui guardare per sentirci sempre più virtuosi e più degni di saggezza, con pugno fermo, poi culmini della nostra fede e del nostro sentimento.
E’ la continuità ininterrotta di valore guerriero che questa rassegna vuole affermare.
Non esaltazione dei singoli quindi, ma rievocazione austera della virtù di nostra gente nella sua eroica anima collettiva, omaggio reverente ai Caduti, riconoscenza devota ai valorosi, incitamento alle generazioni che verranno.
Nella dura fatica, nel dilacerante distacco degli affetti più cari, in un completo oblio di sé medesimi i nostri prodi posero al disopra di tutte le cose adorare, una predilezione: L’ITALIA.
Sull’esempio loro, sia una la fede che ci guida, una la volontà che ci plasma, sia generoso e possente lo slancio dei nostri spiriti.
Roma, 4 novembre 1959
Ten. Gen. Ugo Landolfi”

 

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